L’interruttore della Zep Lamp

13 giugno 2013

Quando ho progettato la lampada Zep ho scelto i led come fonte di luce e di conseguenza il vettore di alimentazione sarebbe stato necessariamente una corrente continua in bassa tensione.
Quella che si misura in pochi volt è una corrente particolarmente amichevole e non esige il rispetto della sua sorella maggiore di rete: si può toccare letteralmente con mano, non richiede particolari accorgimenti di sicurezza, non ha bisogno che i conduttori siano isolati, è molto semplice da gestire.
Questo aspetto ne ha fatto un elemento chiave che ha condizionato una parte importante del resto del mio progetto.

Zep_interruttore

Ogni scelta nella progettazione concorre a definire il disegno finale, e questa è la considerazione più ovvia, ma ciò che spesso non si considera è come la singola scelta influenzi il processo di progettazione stesso ancora in evoluzione.
In particolare l’adozione della bassa tensione è stata un elemento che, a un certo punto dell’iter, ha creato una grande e inattesa libertà compositiva. Libertà vuol dire molte più opzioni a disposizione: se fossimo in un gioco il giocatore avrebbe visto improvvisamente moltiplicarsi le possibili mosse consentite dal regolamento, se fossimo stati in una casa si sarebbero aperti inaspettatamente nuovi spazi oltre le mura consuete.
La novità ha però comportato anche un obbligo: occupare in qualche modo i nuovi spazi di libertà, non ignorarli!
Nel momento in cui ho capito di aver avuto quest’occasione ho sentito subito la necessità impellente di non doverla sprecare e ho iniziato a valutare molti percorsi. Tanti tra questi erano stimolanti e mi attiravano, tanto che alcuni li ho accantonati per altri progetti, ma alla fine ne ho scelto uno: ridisegnare il sistema di interruzione della corrente invece di utilizzarne uno già presente in commercio come parte da assemblare. Per l’assenza di pericolo di folgorazione avrei potuto costruire un meccanismo in vista che ben si sarebbe accordato al particolare fascino “meccanico” del resto della lampada.

Zep_disegni_int

La prima cosa che ho fatto allora è stata quella di sfogliare il Mechanisms & Mechanical Device Source Book, un testo fatto quasi solo di immagini delle più disparate soluzioni ai problemi di meccanica di tutti i tempi, raccolte in maniera apparentemente disordinata. Ad un certo punto erano riportati alcuni “Toggle mechanisms”, ovvero sistemi che possono assumere solo due stadi senza possibile via di mezzo.
Era questa la configurazione ideale per un interruttore che dovrebbe poter solo consentire il passaggio di corrente o impedirlo!
toggle_mechanisms
Uno di questi (il quarto in basso a destra nell’immagine riportata) era molto accattivante. In particolare quando si sposta la leva fino ad un certo punto del percorso non accade nulla, quando si supera questo, però, si ha il passaggio immediato e repentino del sistema all’altra configurazione. La caratteristica sarebbe stata ben sfruttata in un interruttore per alta tensione. Infatti un rapido distacco è l’ideale per ridurre al minimo il danno derivato dai pericolosi archi voltaici che si generano. Ma nel caso della bassa tensione ciò non avviene e questa caratteristica sarebbe stata sprecata.
Ho scelto allora il meccanismo C che, mediante un fenomeno d’instabilità per carico di punta garantisce solo due posizioni di equilibrio stabile.

Zep_toggle_model

Con l’aiuto di vari provini ne ho studiato le forme costruttive possibili in maniera che fosse il più semplice da realizzare ed assemblare ed in più che riproducesse quello scatto così familiare nell’utente abituato ad azionare un interruttore. In seguito l’ho declinato secondo lo stile della lampada, costruito sui colori dell’ottone e dell’acciaio brunito. Così è nato Il doppio interruttore della Zep Lamp.

Zep_int_aperto
Zep_int_chiuso

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